Il Blog di Nicola
Il mio "angolo" personale nel sito della mia band!
Categories:

Archives:
Meta:
September 2009
M T W T F S S
« Aug   Nov »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930  
09/25/09
Frasi famose: Keith Richards
Filed under: Musica
Posted by: Nicola @ 9:52 am
Keith Richrads, chitarrista dei "Rolling Stones"

Ogni chitarrista rock-blues “che si rispetti” deve molto a Keith Richards per quello che il chitarrista inglese ha creato in termini di stile e musica nei suoi oltre quarant’anni di attività.
I “riff” di chitarra che sono l’ossatura dei grandi successi dei Rolling Stones sono ormai parte della storia della musica rock, sono diventati in pratica immortali.
Nel tempo il buon Keith si é costruito l’immagine del ribelle in tutti i sensi, del musicista “rock” insomma. Ed anche la sua parlata non lascia dubbi…
Le dichiarazioni che seguono sono state rilasciate da Keith Richards durante un’intervista nel Settembre 2008.
Buona lettura!

A proposito del critico svedese che ha stroncato l’ultimo album dei Rolling Stones dice, definendolo “l’uomo di Goteborg“:
“Devo avergli fottuto la moglie, o qualcosa del genere. Ce l’ha con me per qualche motivo. Queste cose non mi danno fastidio, per niente. La prossima volta che vado in Svezia manderò un gruppo di ragazzi a spezzargli le gambe”.

“È vero che stare sul palco è un po’ come fare sesso. E quando non ho una bella bambola, nel letto mi porto la mia chitarra”.

“Finiti i concerti, ci vogliono quattro mesi per riprendermi. Continuo a svegliarmi il mattino con l’adrenalina da palco e penso: “Ma oggi devo suonare? Devo volare? Dove sono?”".

“Non andiamo avanti solo per i soldi, la nostra è una sfida: nessuno è riuscito a tenere una band per così tanto tempo. Sul palco, a volte, mi ritrovo a suonare sollevato un palmo da terra”.

Nel film “Shine a Light” di Scorsese c’è una scena in cui, dopo un duetto con Buddy Guy, Richards gli regala la sua chitarra.
“Non sono uno che sfascia gli strumenti, né li do via. Ma Buddy se l’era meritato, era arrivato caldissimo sul palco, è stato straordinario”, dice. “La mia posizione è che io sono un musicista, uno che scrive canzoni, un menestrello se vuoi. E la cosa importante di questo gioco è passare il testimone agli altri. Tutto quel che ho imparato lo devo ad altri. È una lunga tradizione che appartiene alla storia della musica.”

Riguardo la longevità degli Stones dice:
“Sono gli altri, e non noi, a chiedersi quando smetteremo. L’altra sera ho incontrato Chuck Berry, ha ottant’anni passati e suona ancora. Per me è lo Shakespeare del rock’n'roll e sembra eterno. Anch’io continuerò a suonare finché sono vivo, finché posso. Semplicemente sul palco, anche su una sedia a rotelle”.

Alla prossima.

3 comments
09/23/09
Il “Buspensiero”
Filed under: Generale
Posted by: Nicola @ 2:41 pm
Gianluca "Bus" Busnelli
Ciao, oggi voglio parlarvi di qualcosa di speciale: il famoso “Buspensiero”!
Dovete sapere che il giorno 18 Giugno 2009 all’incirca verso le 19.37 - prima del nostro concerto a Suna (VB) per la rassegna “Notti di note” - ammirando il lago e particolarmente ispirato, il nostro caro Gianluca, detto “Bus”, rilasciò la seguente dichiarazione:

Allora ragazzi, avevo giusto intenzione di dirvi il mio pensiero… il “Buspensiero”!
Ho iniziato a suonare con voi quasi vent’anni fà…
Dopo ho preso una pausa di riflessione, sono tornato e abbiamo detto:
“Ragazzi… dov’è che eravamo rimasti? Parliamo solo di Rock’n’roll!
Andiamo in giro che diventeremo la migliore band, bar, blues, rock della Lombardia!”

Siamo arrivati in Piemonte quindi… la ragione è dalla mia parte!
Ciao.

Personalmente sono rimasto senza parole all’udire tale profondo pensiero… non ci sono commenti da fare!
Se però avete qualcosa da dire in proposito… beh il blog é aperto, come sempre.
A presto.

comments (0)
09/17/09
Diario di bordo: il concerto di Monza
Filed under: Diario di bordo
Posted by: Nicola @ 3:05 pm

Monza, sabato 12 Settembre 2009.
Scongiurato il pericolo di una lavata colossale per un temporale giunto all’improvviso chissà da dove, alle ore 19 circa siamo in Piazza Cambiaghi dove ci esibiremo da lì a tre ore. Siamo tornati molto volentieri a Monza dopo la bella esperienza dello scorso anno: il contesto é sempre lo stesso, “Monza Più”, manifestazione a sfondo sportivo, musicale e culturale che culmina con il GP di Formula 1.
Questa volta però si preannuncia più ardua: in piazza non c’é più il punto di ristoro che c’era lo scorso anno - che ci aveva “fornito” un bel po’ di spettatori - e inoltre non lontano da noi, in Piazza Duomo, c’é nientemeno che Davide Van De Sfross a suonare…
Ci rimbocchiamo le maniche: si posano le casse, gli ampli, la batteria (su un palchetto rialzato, grande Paolo!), si cabla il tutto, si fanno i “suoni” (si dice così quando si regolano i volumi nell’impianto), insomma la solita routine.
Qualche “curioso” comincia già ad arrivare verso le 20.30; verso le 21 il “movimento” si fa già interessante…
Il tempo di mangiare qualcosa al volo e di accordare gli strumenti ed arrivano le 21.50.
Si comincia, Paolo da’ il via, il pubblico si é “infoltito” non poco e la cosa più bella é che abbiamo spettatori su tutti i lati del palco, anche dietro! Stasera siamo proprio su un’ “isola felice”…
Cominciamo a suonare a ruota le hits che da qualche mese proponiamo, quasi esclusivamente rock anni 70′ e ‘80, con qualche venatura blues, il tutto condito dal nostro marchio di fabbrica: grinta, sudore e abnegazione!
Il “groove” c’é, la gente é “in sintonia” con la band, gli applausi arrivano puntuali e “convinti”… stiamo lasciando il segno anche stavolta!
Alla mezzanotte in punto finiamo con l’ultimo brano. Concediamo il bis, alle 00.10 spegnamo gli ampli.
Salutiamo gli amici, ne conosciamo di nuovi, ringraziamo i nostri fans irriducibili che ci hanno seguito anche stasera; c’é anche il tempo per una foto ricordo particolare, con tanto di striscione, da inviare alla nostra fan più lontana, Ele, che vive negli U.S.A..
Il momento dello “sgombero” é il più pesante… ve lo risparmio.
E’ notte fonda, si parte.

Mi porto a casa il sapore di una buona performance, i complimenti degli amici che hanno apprezzato, un bel po’ di stanchezza addosso e le orecchie che mi ronzano.
Dopotutto é proprio questo il gusto di fare rock!
Alla prossima.

2 comments
09/02/09
E’ troppo divertente, devo pubblicarla!
Filed under: Generale
Posted by: Nicola @ 12:34 pm

Ho trovato sul web questa esilarante poesia, talmente bella che non riesco a non pubblicarla qui nel mio blog.
Molti di voi presumo la conoscano già dato che mi sembra sia in giro da più di due anni. Questa poesia é stata recitata in TV da Bocelli tempo fà.
Ultima nota: non ho trovato da nessuna parte il nome dell’autore, se qualcuno lo conosce me lo indichi grazie.

Buona lettura…


L’uccello in chiesa

Era agosto e un povero uccelletto
Ferito dalla fionda di un maschietto
Andò per riposare l’ala offesa
Sulla finestra aperta di una chiesa.

Dalle tendine del confessionale
Il parroco intravide l’animale
Ma, pressato dal ministero urgente
Rimase intento a confessar la gente.

Mentre in ginocchio ed alcuni altri a sedere
Dicevano i fedeli le preghiere
Una donna, notato l’uccelletto
Lo prese al caldo e se lo mise al petto.

D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio
E il prete a quel rumore
Il ruolo abbandonò di confessore
E scuro in viso peggio della pece
Si arrampicò sul pulpito e poi fece:
“Fratelli, chi ha l’uccello per favore
Esca fuori dal tempio del signore”.

I maschi, un po’ stupiti a tal parole
Lenti si accinsero ad alzar le suole
Ma il prete a quell’errore madornale
“Fermi” gridò “mi sono espresso male!
Rientrate tutti e statemi a sentire:
Solo chi ha preso l’uccello deve uscire!”.

A testa bassa e la corona in mano
100 donne si alzarono pian piano
Ma mentre loro se ne andavano
ecco che ancora il parroco strillò
“sbagliate ancora, rientrate tutte quante figlie amate
io non volevo dir quello che pensate!
Ecco, quello che ho detto torno a dire
Chi ha preso l’uccello deve uscire
Ma, mi rivolgo, non ci sia sorpresa,
solo a chi l’uccello ha preso in chiesa!”

Finì la frase e nello stesso istante
le monache si alzarono tutte quante
e con il volto pieno di rossore
lasciavano la casa del signore.

“Oh santa vergine” esclamò il prete
“fatemi la grazia se potete!
Poi, senza fare rumore dico, piano piano
Si alzi soltanto chi ha l’uccello in mano!”

Una ragazza che con il fidanzato
S’era messa in un angolo appartato
Sommessa mormorò col viso smorto

“che ti dicevo, hai visto? Se n’é accorto!!!”

 

1 comment